venerdì 8 maggio 2009

Antichi rimedi/pozioni...


Alla fine della guerra (1940-45) mia madre si ammalò di Malaria e di Tifo. Dal Tifo riuscì a guarire per il rotto della cuffia ma contro la Malaria nulla poteva, né il chinino, né i salassi: la febbre arrivava all'improvviso, altissima (40 -42°!). La povera bambina era oramai allo stremo delle forze. Poi, un giorno, mia nonna (la Continentale) incontrò una vecchietta che le disse:

"Se vuoi salvare tua figlia, per tre giorni di seguito dovrai fare quello che io ti dico, senza cambiare una virgola. Stasera metterai uno spicchio d'aglio in un bicchiere con un dito di vino rosso, lo lascerai a macerare tutta la notte e domattina toglierai l'aglio e lo farai bere alla bambina. Domani sera metterai due spicchi d'aglio e due dita di vino e l'indomani mattina glielo farai bere. La terza sera metterai tre spicchi d'aglio e tre dita di vino e la mattina dopo glielo farai bere, per l'ultima volta. Io abito qui, quindi sai dove trovarmi...ma non avrai più bisogno di me..."

Mia nonna seguì alla lettera le istruzioni della donna; d'altronde lo strambo rimedio era l'ultima speranza alla quale aggrapparsi per salvare la sua bambina.

La mattina del terzo giorno, mia madre, dopo aver bevuto l'ultimo sorso di vino, cominciò a vomitare e pareva che non la smettesse più. Tirò fuori tanta di quella robaccia e di quel fiele che finito di rimettere dormì come un sasso per una giornata e una notte intera. Dopo quell'episodio, la febbre non le ritornò mai più, giorno dopo giorno mia madre si rimise completamente e guarì definitivamente dalla Malaria che, come è noto, non si riesce mai a debbellare completamente... ma per mia madre non è così!